A una settimana esatta dal giorno della Resurrezione del Signore, tutto il popolo di Dio è chiamato all’accoglienza di questo grande mistero. Non sempre però riusciamo ad assolvere ciecamente questo compito, anzi sono frequenti i ripensamenti, i dubbi, le incertezze. Noi come Tommaso il più delle volte siamo increduli, piuttosto che credenti.
Ed ecco che l’esortazione di Gesù risorto è quanto mai efficace, deve essere efficace per convertire il nostro cuore e credere! Come si può credere che Gesù, morto in croce, dopo tre giorni è risuscitato? Solo con la fede, quella fede che viene da Dio per mezzo del suo Santo Spirito, invocato da Cristo per i suoi discepoli raccolti in preghiera.
Quel gruppo non è altro che la Chiesa, il luogo (spirituale, non necessariamente fisico) ove poter incontrare il Signore. Per essere certi della sua presenza è necessario però essere perseveranti. Come ci ricorda la prima lettura di oggi, tratta dagli Atti degli Apostoli, «Quelli che erano stati battezzati, erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere». Mai quindi smettere di accostarsi alla Parola, alla comunione (non soltanto quella eucaristica, ma anche nella vita di ogni giorno), nell’Eucarestia e nelle preghiere.
Tommaso era lontano e non ha potuto incontrare Gesù, ma quando è stato Lui a volerlo incontrare (così come Egli fa per tutti gli uomini) si è lasciato andare alla più alta professione di fede contenuta nei Vangeli: «Mio Signore e mio Dio».
Aiutaci, Signore, a non essere più increduli, ma credenti!
Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Giorgio
Pubblicato da Giorgio 